In Italia, l’Alternanza Scuola Lavoro è stata introdotta già nel 2003 (art. 4 legge delega n.53/03).

Successivamente, con il Decreto Legislativo n. 77 del 15 aprile del 2005, viene disciplinata quale metodologia didattica per consentire agli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età di realizzare gli studi del secondo ciclo anche alternando periodi di studio e di lavoro. 

La Normativa è ampia e variegata. Gli ultimi importanti riferimenti normativi sono:

D.P.R. n. 88 del 15 marzo 2010 - "Regolamento sul riordino degli istituti tecnici" Linee guida per il passaggio al nuovo Ordinamento Secondo biennio e quinto anno (articolo 8, comma 3) e la L. 107/2015 “ La Buona Scuola” del Governo Renzi.

Il nuovo ordinamento degli Istituti Tecnici richiama l’attenzione dei docenti e dei dirigenti scolastici sulle metodologie didattiche “attive” e sullo sviluppo di “organici collegamenti” con il mondo del lavoro e delle professioni.

Queste indicazioni valorizzano le consolidate esperienze di raccordo tra scuola e mondo del lavoro rappresentate da tirocini e stage

Si tratta di metodologie didattiche basate su un progetto educativo a cui collaborano Scuola, impresa ed altri soggetti operanti sul territorio.

Quali differenze tra Stage, Tirocini e A.S.L. ?

Ognuno di questi strumenti formativi presenta caratteristiche proprie.

In comune, le esperienze di stage, tirocinio e alternanza scuola-lavoro hanno la concezione del luogo di lavoro come luogo di apprendimento complementare a quello dell’aula e del laboratorio.

Attraverso la partecipazione diretta al contesto operativo si realizza quella socializzazione e permeabilità tra i diversi ambienti, nonché quello scambio reciproco di esperienze che concorre alla formazione della persona.

In particolare nel D.P.R. n. 88 del 15 marzo 2010 - "Regolamento sul riordino degli istituti tecnici" Linee guida si afferma che:

Stage e Tirocini

Stage e Tirocini, spesso utilizzati come sinonimi, indicano in realtà due tipologie di esperienze attraverso le quali gli studenti prendono contatto, prima della conclusione dell'esperienza scolastica, con il mondo del lavoro. Possono avere finalità diverse (es. orientative, formative ecc.), una durata variabile (dalla visita aziendale della durata di un giorno a stage di tre o quattro settimane), una diversa collocazione all’interno del percorso formativo annuale (all’avvio dell’anno scolastico, durante lo svolgimento o al termine delle lezioni, nelle pause didattiche, ecc.), o pluriennale, con riferimento alla struttura del corso di studi (es. secondo biennio, quinto anno ecc.).

Lo stage, consiste nel trascorrere un certo periodo di tempo all’interno di una realtà lavorativa allo

scopo di verificare, integrare e rielaborare quanto appreso in aula e/o laboratorio.

Il tirocinio è utilizzato generalmente come opportunità di inserimento temporaneo nel mondo del lavoro ed è finalizzato all’acquisizione di nuove competenze e di una esperienza pratica che favoriscono la crescita professionale e personale del tirocinante.

In ogni caso, la funzione principale degli stage e dei tirocini, è quella di agevolare le scelte formative e professionali degli studenti attraverso un apprendimento fondato sull’esperienza, più o meno prolungata, in ambienti di lavoro esterni alla scuola.

Alternanza scuola-lavoro

L’alternanza scuola-lavoro, pur presentando alcune analogie con le esperienze di stage e

tirocinio, si differenzia da queste per le caratteristiche strutturali e per la più stretta relazione

personale dello studente con il contesto lavorativo.

Essa si configura quale metodologia didattica innovativadel sistema dell’istruzione che consente agli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età, di realizzare i propri percorsi formativi alternando periodi di studio “in aula” e forme di apprendimento in contesti lavorativi. Si tratta, dunque, di una possibilità attraverso la quale si attuano modalità di apprendimento flessibili e equivalentisotto il profilo culturale ed educativo.

Con l’alternanza scuola-lavoro si vuole riconoscere, infatti, un valore formativo equivalente ai

percorsi realizzati in azienda e a quelli curricolari svolti nel contesto scolastico. Attraverso la

metodologia dell’alternanza, infatti, si permettono l’acquisizione, lo sviluppo e l’applicazione di

competenze specifiche previste dai profili educativi culturali e professionali dei diversi corsi di

studio che la scuola ha adottato nel Piano dell’Offerta Formativa.

Ancora, attraverso l’alternanza scuola-lavoro si concretizza il concetto di pluralità e complementarietà dei diversi approcci nell’apprendimento.

Il mondo della Scuola e quello dell’azienda/impresa non sono più considerati come realtà separate, bensì integrate tra loro, consapevoli che, per uno sviluppo coerente e pieno della persona, è importante ampliare e diversificare i luoghi, le modalità ed i tempi dell’apprendimento. “Pensare” e “fare” come processi complementari, integrabili e non alternativi.

Il modello dell’alternanza scuola-lavoro, inoltre, intende non solo superare l'idea di disgiunzione tra momento formativo ed applicativo, ma si pone l’obiettivo più incisivo di accrescere la motivazione allo studio e di guidare i giovani nella scoperta delle vocazioni personali, degli interessi e degli stili di apprendimento individuali, arricchendo la formazione scolastica con l’acquisizione di competenze maturate “sul campo”.

In questo specifico contesto educativo, assume particolare rilevanza la funzione tutoriale, preordinata alla promozione delle competenze degli studenti e al raccordo tra l’istituzione

scolastica, il mondo del lavoro e il territorio.

Nell’alternanza la figura del tutor supporta e favorisce i processi di apprendimento dello

studente. Il tutor si connota come “facilitatore dell’apprendimento”; accoglie e sostiene lo studente

nella costruzione delle proprie conoscenze; lo affianca nelle situazioni reali e lo aiuta a ri-leggere

l’insieme delle esperienze per poterle comprendere nella loro naturale complessità. Lo aiuta, dunque, a ri-visitare il suo sapere e ad avere chiara valutazione delle tappe del proprio processo di

Sotto il profilo organizzativo, l’alternanza condivide la maggior parte degli adempimenti

previsti per la pianificazione degli stage e dei tirocini.

QUINDI:

  1. metodologia didattica innovativa
  2. Definizione condivisa scuola-azienda degli obiettivi e forme di apprendimento in contesti lavorativi equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo
  3. Referenti e Tutor che promuovono e coordinano il raccordo tra l’istituzione scolastica, il mondo del lavoro e il territorio.
  4. Più stretta relazione personale dello studente con il contesto lavorativo.
  5. Definizione – valutazione e certificazione dei risultati di apprendimento al termine dell’esperienza.

L'alternanza scuola lavoro si fonda sull'intreccio tra le scelte educative della scuola, i fabbisogni professionali delle imprese del territorio, le personali esigenze formative degli studenti.

IN CONCRETO COME SI SVILUPPA?

Partendo, come riferimento principale, dalla figura professionale in uscita per l’indirizzo proprio dell’Istituto (Vedi POF) si stabiliscono:

1. quali sono gli obiettivi comuni scuola-azienda da perseguire nel percorso ASL

(Referenti ASL, Docenti CDC, Docente Tutor e Tutor aziendale)

2. quali azioni di formazione mirata ad essi si intende intraprendere (normale didattica in aula e formazione aggiuntiva, testimonianze, incontri con esperti, visite, interviste, individuazione di project work,…., colloqui individuali e orientativi, ecc..

3. formazione in azienda.

4 rielaborazione dell’esperienza post stage. (questionari di gradimento, autovalutazione valutazione dell’azienda …

5 riconoscimento e verifica dei livelli di apprendimento raggiunti, valutazione e certificazione del percorso asl.